Serena's profile"Quasi triste, come i fi...PhotosBlogListsMore Tools Help

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    September 13

    Poesia

    Questa Poesia non è stata scritta da me ma bensì, è stata scritta per me da un mio carissimo amico (Andrea)!
     
    Piccola farfalla
    non piangere solo perchè qualcuno non apprezza il tuo colore
    non piangere,
    ma anzi vola!
    Vola Vola Vola
    Vola tu che puoi farlo, vola verso la libertà di un sogno...
     
    Grazie Feds
    Grazie Andrea
    Grazie Manfredi
    Grazie Matteo
    Grazie Giulia
    Grazie Tissolo
    Grazie Alessio
    Grazie per aver sopportato tutte le mie paranoie e i miei casini!
    vi voglio tanto bene :*
    September 11

    Dedica

     
     
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    Chi vi credete di essere?
    Voi. Che usate la gente come vecchi stracci.
    Si fa presto a buttare via una persona.
    Ci vuole una vita a riprendersela.
    Una persona non è un diamante.
    Non è per sempre.
    Chi vi credete di essere voi che spalate la vostra merda sulla gente?
    Voi non siete nessuno.
    Continuate il giro sulla vostra giostra.
    Da bravi. Continuate.
    Quando tutti saranno scesi.
    Quando tutti avranno versato le proprie lacrime.
    Allora solo a quel punto
    vi accorgerete di quanto siete poveri.
     
    I CAN live without you!
     
     
    September 10

    Le Petit Prince

     
    ...Così il piccolo principe addomesticò la volpe. E quando l'ora della partenza fu vicina: "Ah!" disse la volpe, "…Piangerò". " La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…" " E' vero", disse la volpe. " Ma piangerai!" disse il piccolo principe. " E' certo", disse la volpe. " Ma allora che ci guadagni?" " Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano". soggiunse: " Va a rivedere le rose. Capirai che la tua è unica al mondo". "Quando ritornerai a dirmi addio ti regalerò un segreto". Il piccolo principe se ne andò a rivedere le rose. "Voi non siete per niente simili alla mia rosa, voi non siete ancora niente" , disse. " Nessuno vi ha addomesticato e voi non avete addomesticato nessuno. Voi siete come era la mia volpe. Non era che una volpe uguale a centomila altre. Ma ne ho fatto il mio amico e ne ho fatto per me unica al mondo". E le rose erano a disagio. " Voi siete belle, ma siete vuote", disse ancora. " Non si può morire per voi. Certamente, un qualsiasi passante crederebbe che la mia rosa vi rassomigli, ma lei, lei sola, è più importante di tutte voi, perché è lei che ho innaffiata. Perché è lei che ho messa sotto la campana di vetro, Perché è lei che ho riparato col paravento. Perché su di lei ho ucciso i bruchi (salvo due o tre per le farfalle). Perché è lei che ho ascoltato lamentarsi o vantarsi, o anche qualche volta tacere. Perché è la mia rosa" E ritornò dalla volpe. " Addio", disse. "Addio", disse la volpe. "Ecco il mio segreto. E' molto semplice: non si vede bene che col cuore. L'essenziale è invisibile agli occhi"...
    Le Petit Prince
    September 08

    Una semplice fiaba...o forse no.

     
     
     
    "Non c'è più niente da fare. E' da un pò che me ne sono resa conto..." La principessa si lasciò cadere sul morbido materasso del suo letto, ricoperto di una speciale seta importata dall'Asia. Marie era la "classica" principessa, una ragazza di appena diciannove anni, capelli lunghi e biondi, occhi azzurri e profondi come il mare, lunghi e larghi vestiti di colori pastello (per la maggior parte di tonalità rosa), bellissima, dolcissima, perfetta. La tipica eroina delle favole.
    "Devi dirglielo...non puoi continuare così..." esclamò Claire, la sua migliore amica anch'ella una principessa, ma come tutte le migliori amiche delle protagoniste (che si sa son personaggi quasi di sfondo) era castana ed il suo vestito aveva un colore azzurrino cielo. Che ci volete fare...è una fiaba come le altre questa.
    "Se non lo ami più è la cosa migliore da fare, vedrai...Azzurro capirà..." Claire continuava a sorseggiare il thè in modo composto proprio come le signorine per bene. Tuttavia questo suo modo di fare da "donna moderna" non le aveva di certo fatto guadagnare il posto nel raffinatissimo "Club del taglio e cucito per sposine perfette", ma non se ne curava più di tanto.
    "Sei sempre la solita tu, la fai così facile...così elementare...ma nella mia opinione, dev'essermi accaduto qualcosa di estremamente brutale...ecco ci sono...una strega mi ha di sicuro fatto questo sortilegio per portami via l'amore della mia vita....me lo sento." la nostra principessina rosa confetto si era alzata dal letto ed aveva iniziato a girare in modo confuso e preoccupato per la sua paradisiaca stanza.
    Non riusciva a comprendere il perchè di quello che le era accaduto. In fondo lui era l'amore della sua vita, colui che l'aveva salvata dal potente drago qualche anno prima...ed ora eccola li, felicemente sposata a diciannove anni con uno sconosciuto, il quale le era sempre stato rappresentato come <<l'uomo della sua vita>>.
    Lei non si era opposta, per carità... Azzurro era un principe estremamente bello, valoroso e coraggioso...insomma l'uomo perfetto.
    "E' inutile che ti disperi Mary, può succedere a tutti." Claire al contrario dell'amica era estremamente calma e continuava a lavorarsi la sua tazzina con lo sguardo rivolto verso il basso.
    A questo punto la giovane Marie si volto di scatto con espressione di profonda rabbia, "Stai solamente dicendo una delle tue solite baggiante moderne Claire! Il Mondo non va così...il Mondo va in modo che un principe e una principessa si amino e vivano felici e contenti per sempre! Dove mai si è visto scritto di una bellissima principessa che ci ripensa? Che perde l'amore nei confronti del suo eletto? Mai, MAI!"
    Dalla preoccupazione era passata all'isterismo. Questa situazione la logorava pian piano dall'interno, cosa avrebbe detto il regno se avesse rivelato i suoi veri sentimenti? E i suoi genitori? Gli avrebbe di sicuro procurato una grande delusione... e Azzuro??? Lui si sarebbe sicuramente sentito tradito nel profondo del suo orgoglio...ma allora che fare? continuare a vivere con un uomo del quale non era più innamorata? E se un giorno avesse trovato un altro "Azzurro" che le avrebbe fatto battere il cuore? Che cosa avrebbe fatto?
    Magari una persona comune come...un giardiniere! Si ecco un giardiniere! Velocemente le tornò alla mente il ricordo di Charles, il suo primo grande amore d'infanzia. Charles era l'aiuto giardiniere precisamente. S'incontrarono un giorno di primavera, quando lui venne assunto...aveva la stessa età di Marie. L'amicizia sbocciò subito, ogni giorno nei giardini del castello s'incontravano e lui le faceva sempre conoscere nuovi fiori, nuovi profumi, nuove sensazioni con lui il tempo passava così veloce che pareva quasi fermo e  stabile come una roccia. Giorno dopo giorno Charles riuscì a far sbocciare qualcosa nel cuore della piccola Marie, qualcosa che aveva coltivato lui stesso. Ogni mattina la principessa si risvegliava col sorriso sapendo che avrebbe rivisto quel giovane così intelligente e interessante dal quale imparava molte cose e che ogni di gli faceva dono del fiore più bello del giardino.
    Un soleggiato pomeriggio d'aprile, durante una delle loro profonde conversazioni egli rivelò un segreto alla sua principessa che non dimenticò mai. Le sue precise parole furono queste:
    " Vedi Marie, se vuoi vivere un amore felice dovrai sempre coltivarlo e prenderti cura di lui giorno dopo giorno ma bada, che anche il tuo sposo faccia la stessa cosa o ne risentirai delle conseguenze. Lei lo ascoltava con grande attenzione e lui proseguiva. "Se ti regalano un semplice fiore, questo ti rende molto felice pur trattandosi di un banale fiorellino no? Però se questo fiore non viene curato pian piano appassisce fino a morire e si trasforma in un mucchio di foglie e rami secchi. Così è per l'amore, esso può darti una grande felicità iniziale ma se non viene alimentato ogni giorno, esso va a scomparire e nel tuo cuore rimane solo l'angoscia che portano i fuscelli secchi, il ricordo di una cosa che oramai non esiste più."
    Un brutto giorno però, proprio quello del suo diciassettesimo compleanno, recatasi al posto del loro incontro quotidiano trovò il Re e la Regina al posto del giovane assistente. Essi gli rivelarono che per un richiamo della famiglia egli era partito con l'alzarsi del sole. Così. Senza una parola. Senza un messaggio. Senza uno sguardo. Marie non ebbe il tempo di chiedere spiegazioni che quello stesso pomeriggio, il famoso principe Azzurro si presentò al castello per chiedere la sua mano.  Era accaduto tutto così velocemente, ma in fondo Marie si aspettava l'arrivo del principe prima o poi...di certo non si sarebbe potuta sposare con l'aiutante del giardiniere...
    Quel giorno fu ribattezzato simpaticamente dai suoi genitori "Il giorno del salvataggio dal drago" ma la povera piccola adolescente non era ancora in grado di capire il perchè.
    Ed il perchè arrivò, proprio li in quella sua stanza, in quel preciso istante dove i ricordi si liberavano dalla patina del passato, con una tale brutalità che per poco non la fece scoppiare a piangere.
    I suoi genitori si erano accorti del suo amore per Charles e l'avevano allontanato da lei. L'amore della sua vita esisteva si ma non si trattava dell'uomo che oramai si ritrovava accanto. Con un impeto di disperazione si riversò giu per le scale come un fiume in piena, attraversò il grande portone ornato d'oro, percorse il vialetto correndo fino a che non arrivò al roseto. La desolazione la invase. Da quando il giovane se n'era andato tutto era così trasandato, triste, semi-morto. Il roseto si trovava in una zona nascosta, dietro al palazzo reale ed era risaputo che i sovrani non amavano quel tipo di fiori, così l'avevano lasciato morire con l'inverno.
    Marie si gettò a terra sul selciato e le lacrime cominciarono a rigare la sua pelle lisica come una pesca. Tutto era ormai perduto. Morto come la speranza in quegl'anni di rivederlo. Alzò lo sguardo un'ultima volta...ma la sua attenzione fu catturata da un piccolissimo particolare...un insignificante bocciolo rosa se ne stava appollaiato su un rametto ricoperto dai rovi, soffocato da tutta quella morte.
    Le lacrime fuorno pian piano accompagnate da un leggero sorriso.
    Come in tutte le favole, l'inverno non durava per sempre...era rinata la primavera, era rinata la primavera.
     
    Per tutto quel tempo aveva vissuto in una completa ignoranza, la sua vita, i suoi gesti le sue idee erano state inquinate da quegli stupidi stereotipi sull'amore, sulla felicità, sulla classe sociale.
    Quel bocciolo rappresentava ora per lei una rinascita. Dopotutto, in mezzo a quel mare d'ignoranza c'era ancora una possibilità per lei di ricominciare a vivere una vita più consapevole, una vita che le apparteneva veramente.